il Cammino Orientale

Il #camminoorientale è lungo spiagge e strade sterrate che vanno da Cagliari alla Gallura,si sviluppa per una lunghezza complessiva di 597 km, perdendosi nella macchia mediterranea. Anche le cittadine più importanti come Orosei, Muravera o Dorgali, offre montagne dure dove la civiltà pastorale non è scalfita dalla modernità e la vita dei paesi scorre ancora con ritmo arcaico.


il territorio

La costa orientale , è bagnata dal mar Tirreno, ha un andamento morfologico vario, sia topografico che geologico. Il territorio di Cagliari un terreno con promontori di tipo Calcareo (come ad esempio il promontorio di S. Elia),da ampie lagune e dalla depressione tettonica della piana del Campidano; mentre la parte che va verso Capo Carbonara è caratterizzata principalmente da graniti che formano numerose spiagge uniche e caratteristiche. Infatti oltre la bellissima spiaggia del Poetto che va dalla Sella del Diavolo al Margine Rosso di Quartu S.E. una spiaggia famosa per la sua sabbia bianca( prima del rinascimento avvenuto nei primi anni del 2000), si percorre la strada litoranea caratterizzata da numerose calette tra cui la bellissima spiaggia di Mari Pintau e le spiaggie di Kala e Moru e Solanas.
Il territorio che va da Capo Carbonara al Salto di Quirra, è caratterizzata da una varietà di caratteri geo-morfologici, con la presenza di due massicci ai suoi confini con scarpate scoscese sul mare, mentre la zona di centrale caratterizzata dalla foce del Flumendosa e caratterizzate da pianure, stagni e spiagge sabbiose.
Nella parte bagnata dal golfo di Orosei, sono presenti le montagne formate da calcari mesozoici (i famosi tacchi), che proteggono l’intero litorale, tranne per la parte dove è situata la foce del Cedrino.
Qui sono presenti numerose spiagge e calette da una bellezza unica, dove il territorio di natura rocciosa arriva sino alle acque del mare creando numerose calette (ad esempio Cala Goritze, Cala Luna), ma anche da lunghe distese di spiaggia ( il lido di Orri o Cea con una sabbia bianchissima e fine).
La parte più a Nord invece è prevalentemente composta da terreni in granito paleozoici e da una grande articolazione costiera dovuta alla presenza di numerosi fiumi sotterranei; oltre dalla presenza di numerose isole minori che formano l’arcipelago della Maddalena.


Popolazioni

La fertilità di questi suoli ha portato sin dall’antichità culture, la presenza di numerosi insediamenti che circondano il capoluogo. Tale ricchezza ha attirato dalle popolazioni del Nord Africa, numerose aggressioni e razzie e distruzioni, che si attenuarono sotto il dominio della Repubblica di Pisa. che iniziarono a fortificare la città di Cagliari.
La zona del Sarrabus è una zona poco popalata, dove i centri urbani si sono sviluppati lungo il percorso e foce del Flumendosa.
Da un punto di vista demografico, questa parte di costa nord-orientale è stata sempre scarsamente popolata, dove le popolazioni si insediavano nelle parti più pianeggianti dove si sviluppava un economia agricola. Solo a partire dalla fine degli anni ’70 fino ad oggi, la zona di Olbia ha avuto un rapido incremento demografico, grazie allo sviluppo turistico e ai collegamenti navali e aerei.


Fortificazioni

La prima vera forma di fortificazione, che poi continuo anche sotto il dominio spagnolo e sabaudo, della città di Cagliari avvenne sotto il dominio pisano (attuale quartiere Castello) e successivamente dal Castello di San Michele.
Le razzie si spostarono nei centri abitati limitrofi soprattutto nel comune di Quartu S.Elena, dove la difesa era affidata dalla milizia a cavallo proveniente da Cagliari. Per questo motivo nacquero successivamente le torri che vanno dal lungomare Poetto (a guardia delle saline) sino Capo Carbonara con distanze più o meno regolari, con il compito di avvistare e gestire il traffico navale diretto verso Cagliari.
Il controllo dello snodo tra il golfo e la costa più orientale era gestito dal centro operativo situato nella Fortezza Vecchia, che gestiva le torri Cala Caterina sino a Porto Giunco e la torre di San Luigi (isola di Serpentara)e dalla torre isola dei Cavoli (sull’omonima isola)che avevano il ruolo di controllo delle rotte delle imbarcazioni oltre di protezione dell’area.
Da Capo Carbonara a Murtas la costa era densamente munita, attraverso un sistema difensivo e di avvistamento costituito da n. 7 torri che vanno dalla Torre di Cala Pira alla torre di Murtas oltre dalla presenza del castello di Quirra.
Da Quirra a Santa Maria Navaresse , la zona essendo molto agevole e per la presenza di numerosi porti la zona era sorvegliata e controllata da n 6 torri, soprattutto nella parte dove era presente il villaggio pescatori di Arbatax (dall’arabo arba’at ashar che significa quattordici, indicato appunto la 14esima torre di avvistamento).
Dopo la prima Il litorale di Orosei, dopo la torre di Santa Maria Navarrese, era protetto da milizie a cavallo dove la Torre di S. Antonio, aveva il ruolo di essere punto di ritrovo della popolazione in caso di attacco.
L’area dell’olbiese fu teatro di numerose incursioni, dove le difese erano affidate a militari a cavallo che partivano dai castelli posizionati all’interno come il castello Pedreso e di Telti oltre al castello di Posada l’unico sulla costa.
Nelle coste erano presenti soprattutto torre d’avvistamento, con il compito di segnalare la presenza di navi nemiche , dove la Torre con più importanza è la torre di Longosardo, che aveva il ruolo di difesa del porto che aveva sin dal periodo romano un ruolo chiave nelle rotte commerciali.
Questa parte del territorio Nord–Orientale era pressoché sguarnita, dove le numerose aggressioni portarono l’amministrazione spagnola nella seconda metà del XVII al progetto di 5 nuove torri che dovevano sorgere tra la la torre di S. Lucia alla torre di Longosardo (protetto da milizie a cavallo in tre giorni di cammino). Questo programma non vide mai la luce, neanche sotto il dominio sabaudo, con l’eccezione della torre di S. Giovanni.

dati tappa

Distanza km: 597

Tipologia Terreno

Sterrato Sabbia Asfalto

Torri: 35 - 5

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